Simpatectomia: le testimonianze degli operati

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Chi è alla ricerca di cure per l’eritrofobia spesso sceglie come soluzione definitiva e radicale al problema della paura di arrossire l’operazione chirurgica di simpatectomia endoscopica toracica.

In questo articolo condividerò con te la mia testimonianza da operato così da farti capire se la chirurgia conviene o meno e quali sono i pro ed i contro dell’operazione per eritrofobia.

La risposta breve è no, non conviene operarsi tant’è vero che io non ho subìto un solo intervento di simpatectomia ma DUE.

Il primo per mettere le clip ed il secondo intervento di rimozione clip per il danno che mi ha provocato la prima operazione quindi so quello di cui sto parlando perché l’ho vissuto in prima persona.

So anche che l’esperienza riguardo l’intervento di simpatectomia toracica endoscopica è molto personale.

Ci sono persone che non la consiglierebbero nemmeno al loro peggior nemico e ci sono testimonianze di persone che invece si sono trovate bene, hanno risolto i loro problemi e la consigliano a tutti.

Questa discrepanza di risultati, nella mia esperienza, confonde chi sta cercando di capire se conviene operarsi o meno.

Lascia che ti dica una cosa, il fatto stesso che i risultati sono così variabili è una ragione sufficiente per non operarsi.

Il motivo di questa variabilità di risultati dipende dal fatto che ognuno di noi è un essere umano unico e, anche se abbiamo gli stessi organi e la stessa struttura, ci sono delle micro-differenze che ci rendono unici.

Questa unicità rende imprevedibile sapere a priori se su di noi la simpatectomia avrà risultati positivi o negativi.

Altre variabili sono l’ospedale in cui ci si opera, il chirurgo, lo stato emotivo del chirurgo (ognuno di noi ha giorni in cui ha la luna storta), lo staff medico, l’esatta posizione in cui vengono posizionate le clip sul nervo e così via…

Non dirò dove sono stato operato né da chi perché è ininfluente, non sto dando la colpa al chirurgo del fallimento del mio intervento di simpatectomia ma all’operazione stessa che come ho spiegato prima è imprevedibile e danneggia irreparabilmente il sistema nervoso simpatico.

L’eritrofobia è una fobia generata nella mente, questa fobia stimola l’amigdala (una parte del nostro cervello) a rilasciare nel nostro corpo adrenalina che è uno dei neuro trasmettitori del sistema nervoso simpatico.

L’adrenalina, una volta in circolo, aumenta la frequenza cardiaca (il batticuore che senti è proprio quello di cui sto parlando), accelera la frequenza respiratoria (il fiato corto che senti è proprio quello di cui sto parlando) e dilata i vasi sanguini.

Una maggior frequenza cardiaca ed una dilatazione dei vasi sanguigni sono quello che provoca il rossore al viso poiché ora nei vasi affluisce molto più sangue rispetto a prima e noi ci vediamo arrossire inesorabilmente senza possibilità di fare nulla.

Ecco brevemente cos’è la simpatectomia e qual’è il suo scopo.

Nell’intervento di simpatectomia il chirurgo va ad interrompere con delle clip di titanio il segnale nervoso che comunica ai vasi sanguigni del volto di dilatarsi.

Il segnale nervoso può essere interrotto a due livelli:

1. livello T2
2. livello T3

Queste due sigle rappresentano a quale altezza verranno applicate le clip sulla catena del sistema nervoso simpatico.

Applicare le clip a livello T2 comporta potenzialmente degli effetti collaterali più pericolosi che a livello T3.

Infatti a livello T2 la sudorazione compensatoria è maggiore che a livello del T3 ma soprattutto comporta la possibilità della sindrome di Horner ovvero ritrovarsi con una palpebra più chiusa dell’altra.

A livello T3 tuttavia c’è un maggior rischio di recidiva ovvero che l’intervento non sia risolutivo.

Per il mio intervento di simpatectomia toracoscopica ho scelto di applicare le clip a livello T3.

Il costo dell’operazione è pari a zero grazie al sistema sanitario nazionale.

L’unica cosa che ricordo prima dell’intervento è la grandissima tensione, non ero mai stato operato in vita mia e non avevo idea di quello che mi aspettava.

Una volta in sala operatoria mi hanno somministrato l’anestesia e non ricordo più nulla.

Appena riaperti gli occhi la prima cosa che ho notato era la sensazione di peso al petto e la fatica nell’espandere completamente i polmoni.

Il chirurgo mi ha detto che era normale, dopotutto avevo subìto un intervento chirurgico.

Le mani calde e secche e una sensazione di testa ovattata.

Verso le 17.30 mi sono sottoposto ad una lastra al torace e dopo aver verificato che tutto era a posto ho deciso di tornare a casa.

Questo è il foglio di dimissioni che mi hanno rilasciato.

figlio di dimissione simpatectomia videotoracoscopica bilaterale

L’operazione quindi è in day hospital, se lo si desidera si può tornare a casa il giorno stesso oppure se si abita lontano dall’ospedale si può decidere di passare la notte ed essere dimessi il giorno seguente.

Ho scattato queste foto non appena rientrato a casa dopo l’intervento:
clip simpatectomia ascellare destra

clip simpatectomia ascellare sinistra

I giorni successivi il dolore è aumentato e la sensazione di pesantezza al petto non mi ha più abbandonato da quel giorno così come la fatica nel respirare.

Una volta rimosse le garze le ferite si presentavano in questo modo:
ferita operazione simpatectomia

Ricordo di essermi operato ad agosto perché avevo letto che la stagione migliore per operarsi era l’estate in quanto si dava un anno di tempo al corpo per riposare durante l’inverno e minimizzare gli effetti della sudorazione compensatoria dopo l’intervento.

Dopo circa 2 settimane dall’operazione finalmente il dolore è diminuito (tranne la sensazione di pesantezza al petto e la fatica a respirare) e un invito ad una grigliata di fine estate ho pensato fosse l’occasione migliore per testare i risultati dell’intervento chirurgico.

Premessa: prima dell’intervento non avevo mai avuto problemi di iperidrosi.

Ricordo che era una calda giornata di metà settembre e vuoi per il sole ancora caldo, vuoi per il calore della griglia, avvertivo un po’ di caldo.

Il mio petto, la pancia, la schiena e l’interno delle cosce hanno iniziato a sudare in maniera così copiosa che non ho potuto fare altro che scappare e tornare a casa per trovare un po di refrigerio.

In quel momento ho capito che l’operazione di simpaticectomia è stato l’errore più grande della mia vita.

Ho chiamato il chirurgo che mi ha rincuorato dicendo che all’inizio ci sarebbe voluto tempo per abituare il corpo e questa sudorazione compensatoria non significava necessariamente che avrei sudato sempre così.

Passati i primi caldi effettivamente la sudorazione compensatoria si è fortemente ridotta ed anche il rossore si era ridotto, ma non sparito completamente.

La sensazione di oppressione al petto e il non riuscire a espandere completamente i polmoni durante la respirazione invece non mi hanno mai abbandonato.

Credo che questi mesi siano quelli che sui forum americani di operati di simpatectomia chiamano ETS-honeymoon ovvero “luna di miele post-ETS” in quanto sembra che l’operazione abbia effettivamente risolto il problema.

Dopo questi primi mesi di assestamento però le cose hanno iniziato a peggiorare drasticamente.

Facevo sempre più fatica a respirare, ogni volta che provavo a fare un respiro profondo sentivo delle fitte nelle zona della spina dorsale, piano piano il rossore stava tornando (anche se non ai livelli di prima dell’operazione) e in più stava per arrivare l’estate e avevo paura che la compensatoria che avevo vissuto a settembre si potesse ripetere.

A maggio, coi primi caldi, è successo quello che temevo.

Una sudorazione compensatoria massiccia, costante e che non c’era modo di combattere mi stava limitando ancora di più dell’eritrofobia.

Infatti da eritrofobico la mia stagione preferita era ovviamente l’estate poiché col sole e la pelle abbronzata il rossore al viso si notava di meno.

Ora questa compensatoria invalidante mi impediva di stare al sole per più di 10 minuti senza bagnare la maglietta.

Ho provato ad usare antitraspiranti come Apaxil e Perspirex ma mi irritavano la pelle e dopo poche applicazioni il bruciore dovuto all’irritazione me ne impediva l’uso.

Dopo aver passato un’estate d’inferno sia per il caldo sia per la compensatoria invalidante, sia per le fitte avvertite ad ogni respiro ho contattato nuovamente il chirurgo esprimendo il mio desiderio di effettuare un intervento di rimozione delle clip.

Dopo 12 mesi dal primo intervento quindi mi sono ritrovato nuovamente in sala operatoria, sperando questa volta che il mio corpo tornasse come prima dell’intervento.

Dopo l’intervento finalmente il peso al petto, le fitte ad ogni respiro erano sparite ma quello che ho letto sul foglio di dimissioni purtroppo mi accompagnerà per tutta la vita.

Sul foglio di dimissioni il chirurgo ha scritto “distonia del sistema nervoso autonomo” ovvero il mio sistema nervoso è stato danneggiato in maniera irreversibile.

Quello che mi hanno lasciato questi due interventi sono: disturbi del sonno, sudorazione, instabilità emotiva, aritmie cardiache, variazioni della pressione arteriosa, danni al sistema di termoregolazione del corpo.

Il motivo per cui ho condiviso la mia esperienza con te che stai leggendo questa pagina e forse stai pensando di operarti è quello di fornirti la mia prospettiva.

Il mio errore nel sottopormi all’intervento di simpatectomia è stato quello di aver preso una decisione senza essere stato adeguatamente informato sui reali rischi.

La percentuale di pazienti con grave sudorazione compensatoria secondo il chirurgo ricade nel 1-2% dei casi mentre secondo wikipedia le percentuali variano ampiamente da studio a studio e si arriva fino ad un 30,9% di pazienti che lamenta una grave sudorazione compensatoria.

Di questi circa il 25% ritiene la sudorazione compensatoria grave ed invalidante, tale da precludere le normali attività giornaliere.

Nel 2003 l’intervento di simpatectomia è stato bandito dalla Svezia per effetto dei pazienti danneggiati dall’intervento, questi stessi pazienti lamentavano il fatto di non essere stati adeguatamente informati sui rischi dell’intervento.

Detto questo l’operazione di simpatectomia non mi ha tolto le speranze né la voglia di vivere ma anzi, mi ha dato una ulteriore spinta nel cercare di aiutare quante più persone possibili a guarire dall’eritrofobia in maniera naturale senza farsi operare.

L’eritrofobia è una paura che ha origine nella mente, l’intervento chirurgico opera il fisico che segue quello che la mente gli dice di fare.

Delle clip di titanio possono impedire il passaggio del segnale elettrico ma non rimuoveranno mai la paura dalla tua mente.

È per questo che ho creato il metodo Eritrofobia Stop, l’unica cura naturale per superare l’eritrofobia senza operazione chirurgica, senza psicoterapia e senza psicofarmaci.

{ 2 testimonianze… lascia la tua }
  • Antonio #

    Mi sono sottoposto all’operazione di eritrofobia 5 anni fa. Soddisfatto? No. Quella sensazione di calore che ti saliva in viso partendo dallo stomaco l’ho risolta però divento sempre rosso. Un po’ meno ma lo divento. Sudo di più, mi sento spossato ed avverto un fastidio sotto le ascelle di cui non capisco il motivo. Mi sembra di non avere confidenza con il mio corpo e con la mia mente. Questa è la mia esperienza. Se qualcuno già operato volesse confrontarsi con me, io sono di Genova

  • Rossella #

    Io non soffro di eritrofobia ma bensì di iperidrosi primaria grave cioè sudo come acqua dal rubinetto dalle mani, i piedi, le ascelle e l’inguine! L’intervento di simpatectomia è lo stesso e le controindicazioni pure ma tanta è la voglia di non sudare più, soprattutto alle mani, che ho pensato di farmi operare però ho troppa paura del non respirare più bene e della sindrome di Horner. Il pensiero della palpebra calata mi fa ribrezzo!
    In più se si chiude un rubinetto, per logica se ne aprirà un altro (perché questo sudore dovrà pur uscire da qualche parte!)
    Quindi grazie Marco per la tua testimonianza perché a volte mi scoraggio e vorrei definitivamente risolvere il mio problema di sudorazione ma poi dopo tutto ciò sai che ti dico? CONTINUO CON IL MIO APPARECCHIO DI IONOFORESI che è una palla in quanto devo fare tutti i giorni per circa 8/10 volte di seguito un’ora di seduta ma poi una volta raggiunto l’asciutto devo solo mantenerlo con un’ora a settimana di ionoforesi. Evviva allora questo rimedio che non risolve ma aiuta tantissimo anche se comporta sacrificio! Un saluto e grazie ancora.

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